Guerra e guerra. Una testimonianza by Barbara Schiavulli

By Barbara Schiavulli

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La caduta dell'aquila

Strong point delle sue vittorie in Gallia e Britannia, Cesare ha passato il Rubicone e marcia su Roma. in keeping with impadronirsi della città sarà costretto a combattere contro l. a. sua stessa gente in battaglie che lo porteranno in Grecia, Asia, Egitto, e in cui dimostrerà ancora una volta los angeles sua grandezza. Da un autore bestseller, gli anni decisivi della vita del grande condottiero.

Il canto degli antenati. Le origini della musica, del linguaggio, della mente e del corpo

L'archeologo britannico Steven Mithen parte da un assunto: los angeles propensione a fare musica è uno dei più misteriosi, affascinanti e allo stesso pace trascurati tratti distintivi del genere umano. los angeles letteratura scientifica ha sottovalutato questo campo di studio, definendo l. a. musica come una tecnologia, un prodotto, creato unicamente a scopo ludico e ricreativo, e non come un adattamento selettivo.

Storia della Corea. Dalle origini ai giorni nostri

Docente di Lingua e letteratura coreana, a lungo residente in Estremo Oriente, autore di un libro di introduzione alla lingua coreana e di uno sulla storia della letteratura di quel Paese, Maurizio Riotto ripercorre in questo quantity los angeles storia della Corea. Partendo dalle stesse mitiche origini della nazione coreana, dal territorio e dalla lingua, l'autore dipinge l. a. grande avventura di un popolo di antica civiltà che, occupando da sempre un posto fondamentale nello scacchiere geo-politico dell'Estremo Oriente, contribuì alla formazione di quella cultura giapponese oggi nel mondo ben più conosciuta e apprezzata.

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Non canto per lui. Sono disposto a combattere e a morire. » Bily lo guardava e scuoteva la testa, il sognatore di certo non era lui. E non aveva molta voglia di parlare. Guardava il fratello riempirsi di sogni che lui aveva perso. Forse perché era più grande o forse più vecchio. Se solo avesse visto quanto era bello con quel corpo scolpito, quei muscoli nervosi che si muovevano a scatti sotto la stoffa leggera di una camicia sporca. «Non mangio da lunedì. Ho fame», sbottò Immacolata, una ragazza che entrò gettandosi sulla bara del suo ragazzo.

A quanti mi chiedevano di dove fossi rispondevo: «italiana», e questo li faceva molto ridere. Non ho mai saputo il perché. Sulla via del ritorno un altro posto di blocco di ragazzini. Uno teneva in mano una pistola come se avesse un ghiacciolo, non doveva avere neanche dodici anni. Un altro stava picchiando con un bastone un uomo più grande. Era piegato in due e cercava di proteggersi la testa con le mani. Il fotografo canadese lo immortalò di nascosto. Arcange ingranò la marcia e come al solito ci dileguammo il più in fretta possibile.

Nel cuore della Cité Soleil, in una camera buia che mi impediva di vedere bene i suoi tratti. Due dei suoi uomini stavano davanti alla porta a controllare che non ci fossero visite indesiderate. «Qui c'è nostro cugino, dovevo salutarlo per questo siamo venuti», mi disse battendo sulla cassa su cui mi ero appoggiata per scrivere. Non mi ero accorta di quanto fosse lunga. Mi ritrassi di scatto non appena capii che stavamo discorrendo intorno a una bara. Makaveli mi lanciò un sorriso stanco. » Forse era meglio smetterla, abbassare le armi, accettare il cambiamento.

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